La sola cosa necessaria affinche' il male trionfi e' che gli uomini buoni non facciano nullaEdmund Burke


venerdì 13 maggio 2016

Io… non voglio vedere!

Io… non voglio vedere!

di Corrado Penna

Il fisico Corrado Penna analizza le varie reazioni dei cittadini di fronte all’agghiacciante realtà delle scie chimiche, che si rivelano, in questo modo, un formidabile strumento di indagine psicologica e sociologica.

Le disquisizioni sui parametri fisici necessari alla creazione di una scia di condensa, di fronte allo scempio quotidiano dei nostri cieli, ormai non hanno quasi nemmeno più senso. Forse possono essere utili per chi vive in quelle regioni o in quei paesi in cui l’irrorazione è ancora a bassi livelli, ma adesso qui in Italia (almeno al Centro, al Nord e in Sardegna) la situazione è realmente degenerata, con giorni sempre più frequenti di copertura/schermatura totale del cielo, per opera di scie che fuoriescono dagli aerei.
Le scie chimiche non sono più un fenomeno al quale si può credere o non credere, ma del quale ci si può avvedere o non avvedere: la distinzione ormai passa solo tra chi le ‘vuole vedere’ e chi ‘non le vuole vedere’, tra chi osserva con costanza il cielo e chi al cielo volge sguardi distratti ed infrequenti.
Se anche qualcuno pensasse che si tratti di normali voli civili, dovrebbe quanto meno insorgere indignato contro il traffico aereo e chiederne una sospensione o un ridimensionamento, visto che non arriva più il sole alle coltivazioni di cui ci dovremmo nutrire. E invece niente: chi non osa parlare di scie chimiche non si indigna nemmeno di fronte ad uno dei furti più orribili che vengono perpetrati all’umanità ed alla biosfera tutta: quello della benefica luce solare.

giovedì 25 febbraio 2016

Iperdroni, Killer Robot e Super-Umani per le guerre globali del XXI secolo


Di Antonio Mazzeo 

Il campo di battaglia del futuro sarà popolato da un numero inferiore di esseri umani. Quelli sul campo di battaglia, però, avranno capacità fisiche e mentali superiori: avranno una migliore percezione dell’ambiente e saranno più forti, intelligenti e potenti. 

Combatteranno fianco a fianco ai Killer Cacciatori Automatizzati di vario genere”. Così scrivono il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e l’US Army Research Lab, il laboratorio di ricerca scientifica dell’esercito Usa, nel report Visualizing the Tactical Ground Battlefield in the Year 2050 (pubblicato il 25 luglio 2015) che prefigura le modalità di conduzione della guerra terrestre entro la metà del XXI secolo. Battaglie che saranno combattute da robot assassini e Super-Umani, “macchine da guerra spaventose ed inarrestabili, corazzate e dotate di armi laser…”. Mostruosi non esseri viventi (o quasi) capaci però di distruggere ogni essere vivente, armati di leeches (letteralmente sanguisughe), “velivoli senza pilota che saranno lanciati dall’operatore verso una fonte di energia…”.

domenica 31 gennaio 2016

“La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”



L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.
(John Fitzgerald Kennedy, Discorso all’ONU, 1961)

Traduzione di Marina Mazzoli per Nogoeingegneria
Pubblicazione disponibile nel “Journal of the British Interplanetary Society”

 LONDRA – 6 novembre 2015 – Il documento dal titolo “La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”, prende in esame, da un punto di vista teorico, come possa venire effettuata una vera guerra spaziale in futuro, o tra le altre civiltà galattiche, se esistono.
Il documento considera come le armi spaziali potrebbero essere utilizzate per distruggere interi pianeti – senza infrangere le leggi della fisica. Invece di fare esplodere pianeti tramite raggi laser inviati dalle stazioni spaziali, lo studio prende in considerazione di alterare la temperatura di un pianeta, fino a quando i suoi oceani arrivano a congelare o bollire. Una strategia alternativa è quella di guidare grandi asteroidi su una rotta di collisione con un mondo estraneo, di provocare una collisione devastante simile a quella che ha portato all’estinzione dei dinosauri.

Per gli alieni non soddisfatti nel provocare una semplice estinzione di massa, il documento illustra anche come possono essere modificate le orbite dei pianeti per farli collidere l’uno con l’altro – o addirittura essere lanciati in una stella, per essere completamente distrutti.

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