La sola cosa necessaria affinche' il male trionfi e' che gli uomini buoni non facciano nullaEdmund Burke


domenica 31 gennaio 2016

“La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”



L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.
(John Fitzgerald Kennedy, Discorso all’ONU, 1961)

Traduzione di Marina Mazzoli per Nogoeingegneria
Pubblicazione disponibile nel “Journal of the British Interplanetary Society”

 LONDRA – 6 novembre 2015 – Il documento dal titolo “La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”, prende in esame, da un punto di vista teorico, come possa venire effettuata una vera guerra spaziale in futuro, o tra le altre civiltà galattiche, se esistono.
Il documento considera come le armi spaziali potrebbero essere utilizzate per distruggere interi pianeti – senza infrangere le leggi della fisica. Invece di fare esplodere pianeti tramite raggi laser inviati dalle stazioni spaziali, lo studio prende in considerazione di alterare la temperatura di un pianeta, fino a quando i suoi oceani arrivano a congelare o bollire. Una strategia alternativa è quella di guidare grandi asteroidi su una rotta di collisione con un mondo estraneo, di provocare una collisione devastante simile a quella che ha portato all’estinzione dei dinosauri.

Per gli alieni non soddisfatti nel provocare una semplice estinzione di massa, il documento illustra anche come possono essere modificate le orbite dei pianeti per farli collidere l’uno con l’altro – o addirittura essere lanciati in una stella, per essere completamente distrutti.

sabato 5 dicembre 2015

LA NATO E LA GUERRA AMBIENTALE



Articolo di NOGEOINGEGNERIA
La ‘guerra climatica’ minaccia il futuro dell’umanità, ma è stata casualmente esclusa dalle relazioni per le quali l’IPCC ha ricevuto nel 2007 il Premio Nobel per la pace”. Michael Chossudovsky
Scrive Chossudowsky: L’opinione generale di base è che le emissioni di gas serra costituiscono l’unica causa dell’instabilità climatica. Nessun governo o gruppo di azione ambientalista ha sollevato il problema della “guerra ambientale” o delle “tecniche di modificazione ambientale (ENMOD)” a scopi militari. Malgrado una vastità di conoscenze scientifiche, il problema delle manipolazioni del clima per scopi militari è stato escluso dall’agenda delle Nazioni Unite sulle variazioni climatiche”.
John von Neumann, al culmine della Guerra Fredda (1955), sottolineava con tremenda preveggenza che: “Interventi in materia atmosferica e climatica… si apriranno ai nostri occhi con una dimensione difficile da immaginare al presente… Questo amalgamerà gli interessi di ogni nazione con quelli di tutte le altre, in modo totale, più di quello che la minaccia nucleare o una qualche altra guerra abbiano fatto fino ad ora” (Citazione da Spencer Weart, Guerra ambientale: schemi di modificazioni climatiche, Global Research, 5 dicembre 2009). 
Nel 1977 una Convenzione internazionale, ratificata dall’Assemblea Generale dell’ONU, metteva al bando “l’uso militare, o di altra ostile natura, di tecniche di modificazioni ambientali con effetti a larga diffusione, di lunga durata o di violenta intensità” (AP, 18 maggio 1977). Sia Stati Uniti d’America che Unione Sovietica l’hanno firmata.

mercoledì 18 novembre 2015

HAARP potrebbe mandare in cortocircuito la terra?




“L’allarme lo lancia un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol, secondo cui un evento apocalittico di questa natura ha buone probabilità di scatenarsi con conseguenze serissime per tutto il sistema di comunicazione e le infrastrutture del nostro pianeta”. Ma non parlano di HAARP, parlano DEL SOLE. “Una super tempesta solare di grandi proporzioni produrrebbe una quantità di energia pari a quella scatenata da 10 miliardi di bombe nucleari come quella di Hiroshima che esplodono allo stesso tempo (1). In concomitanza diffonde una notizia la NASA che aiuta a far sogni sereni: “Una tempesta solare ha reso Marte un deserto. Le analisi dei dati della sonda Mavel, in orbita da settembre 2014, hanno rivelato cosa ha distrutto l’atmosfera del Pianeta Rosso. Milioni di anni fa c’erano fiumi e oceani e tutte le condizioni necessarie per la vita.” (2) 

In prossimità del ‘grande’ evento a Parigi, piuttosto che ipotizzare un disastro globale causato dall’attività solare, proponiamo di inserire tra i temi di COP21 la minaccia seria di


HAARP – ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA…

di Dane Wigington

Traduzione a cura di NoGeoingegneria


HAARP è un acronimo che molte persone conoscono, si tratta di un impianto di “riscaldamento della ionosfera” situato in Alaska. I media tradizionali e il complesso militare industriale ha cercato di convincere il pubblico che HAARP stava per essere completamente smantellato entro l’estate del 2014, ma è stato così? No, e ora pare che HAARP sia finanziato fino al 2015, le bugie non finiscono mai quando è coinvolto il governo (USA). 

Quello che molti non sanno è che l’impianto HAARP in Alaska è solo uno dei tanti importanti  riscaldatori della ionosfera presenti in tutto il mondo. Questa rete globale di incredibili e potenti riscaldatori della ionosfera sta devastando il sistema climatico e la biosfera nel suo insieme. Più gli attivisti saranno istruiti su quello che sono i riscaldatori della ionosfera e su ciò che questi possono fare, più efficace sarà la battaglia nel rendere le persone consapevoli delle serie questioni riguardo all’ingegneria climatica. La spiegazione sintetica di HAARP sotto è una lettura molto importante.

(fonte: geoengineeringwatch.org)


lunedì 2 novembre 2015

LO SMART DUST E IL CONTROLLO GLOBALE



Nel suo articolo ‘Ecco la polvere che spia’ pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 31 ottobre 2002, Federico Rampini descrisse la polvere intelligente o “smart dust”, un pulviscolo composto di miriadi di microchip. Lo smart dust o “polvere intelligente” è stato definito dal Pentagono “Ia tecnologia strategica dei prossimi anni”. Un giorno cambierà la nostra vita… Il pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.
Dietro la polvere intelligente c’è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa).
Dove stanno le ricerche? Siamo già impolverati?

POLVERE INTELLIGENTE PUÒ DIVENTARE L’INNOVAZIONE PINNACLE
DELL’ INTERNET DELLE COSE

Scritto da Dan Rowinski (Agosto 2015)
Una nuvola di nano-particelle analizza un campo. Piccoli sensori raccolgono i dati sulle variabili nella corrente d’aria, umidità e temperatura. L’equilibrio del ph delle acque e del suolo viene costantemente monitorato e il tasso di crescita, la salute e la sostenibilità della coltura è valutata continuamente. La polvere di nano-particelle – alcuni potrebbero chiamarla polvere intelligente – è in grado di rilevare gli intrusi nel campo, sia che si tratti di una malattia che infetta il raccolto, di piccoli animali o di esseri umani, e di inviare un’altra nube di polvere per combattere la minaccia.



domenica 1 novembre 2015

Nanotubi di carbonio trovati nelle vie aeree di bambini abitanti a Parigi

Una recente indagine medica ha potuto appurare che nei bronchi e negli alveoli polmonari di bambini residenti a Parigi, sono presenti nanotubi di carbonio. La causa principale di questa condizione epidemiologica, secondo gli autori della ricerca, non è chiara, ma è ormai assodato che la comparsa dei nanotubi di carbonio non è un prodigio del mago Zurlì, essa si deve alla geoingegneria clandestina.



Le chemtrails, come ha dimostrato tra gli altri il geofisico statunitense Michael J. Herndon, sono proprio collegate alla dispersione delle nanostrutture in oggetto. La ricerca conferma pure alcune nostre precedenti acquisizioni. E’ palese il collegamento tra inquinamento da aerosol chimico e patologie come l’asma, la mortale bronchiolite costrittiva e la polmonite atipica, affezioni la cui eziologia non è da ricondurre ad infezioni batteriche o virali, ma all’inalazione di pernicioso particolato fine ed ultrafine.

Particolato fine è stato reperito nei bronchi e negli alveoli di bambini asmatici. Nanotubi di carbonio di origine antropica sono stati trovati in tutti i campioni ad indicare altresì che gli esseri umani abitualmente respirano queste nanostrutture. […] 


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