Un giorno si potranno evitare i danni prodotti dalle scariche elettriche associate ai temporali deviandone il percorso con speciali laser
di Jean-Claude Diels, Ralph Bernstein, Karl E. Stahlkopf e Xin Miao Zhao
ESTRATTO
A partire dalla fine degli anni settanta, ricercatori della State University of New York ad Albany stabilirono una piccola rete di antenne direzionali con lo scopo di localizzare scariche elettriche da nube a suolo in un’area limitata dello Stato di New York. Per tutti gli anni ottanta questa rete di rivelatori specializzati è stata a poco a poco ampliata includendo altri Stati, e dal 1991 (anno in cui è iniziato il funzionamento commerciale) è in grado di individuare la comparsa di fulmini in ogni zona degli Stati Uniti. 

Denominata National Lightning Detection Network, questa vasta rete consiste di circa 100 stazioni che tengono sotto controllo i fulmini individuando il momento esatto e la direzione degli impulsi di energia elettromagnetica prodotti da queste scariche. Le stazioni trasmettono i loro dati, tramite satelliti per telecomunicazioni, a un centro di controllo situato a Tucson, in Arizona, dove un calcolatore elabora le informazioni e diffonde continuamente rapporti sull’attività dei fulmini. Questo servizio è sfruttato da centinaia di utenti, fra cui diverse società di produzione di energia elettrica, linee aeree e persino lo US Strategie Air Command. Le compagnie produttrici di elettricità, per esempio, sono riuscite a risparmiare oltre mezzo milione di dollari all’anno utilizzando queste informazioni per inviare rapidamente gli addetti alle riparazioni in siti che potrebbero essere colpiti a breve scadenza o dove un fulmine ha appena danneggiato la linea. Ma i responsabili di installazioni particolarmente esposte a rischi – fra cui le centrali nucleari e le stazioni di distribuzione di energia elettrica – vorrebbero disporre di metodi ancora più avanzati per ridurre la minaccia dei fulmini.