LatanadiZak
sabato 25 maggio 2013
H.A.A.R.P. MISSIONE COMPIUTA
Quale metodo migliore di mettere in ginocchio l'economia di un Paese se non con quella del Controllo Climatico, dove ancora la maggioranza della popolazione, nonostante centinaia di prove, brevetti e documenti, considera ancora una bufala complottista?
"La colpa è tutta di Madre Natura"
Questo basta a mettere in pace la loro anima, ammesso che ancora ne possiedono una...
Perchè colpire il Nord Italia con forti piogge, grandine e alluvioni?
Perchè il Nord Italia è quello al momento più produttivo.
Nessun problema! Con pioggia e grandine i raccolti vanno a farsi benedire! ...I campi non vengono arati perchè i trattori affonderebbero sulla terra diventata fango...Senza aratura, niente semina e quindi niente raccolto...
Un colpo grosso per i contadini e le piccole aziende agricole del nord Italia...
Ma chi provoca i danni, ricordiamolo è tutt'uno con le Multinazionali degli OGM che presto proporranno anzi imporranno le loro sementi,più resistenti ma sterili...
Che dire poi delle case allagate? Delle strade distrutte?
A quelle ci pensa il Governo...dimenticavo non ci sono fondi disponibili, sono stati spesi per I CACCIA BOMBARDIERI F35....
A che serviranno mai? Bhaa...Non è affar mio... rispose l'italiano medio.
TERREMOTI ARTIFICIALI:SENTITE COSA DICE IL GENERALE FABIO MINI
http://informare.over-blog.it/article-terremoti-artificiali-sentite-cosa-dice-il-generale-mini-106144793.html
http://sulatestagiannilannes.blogspot.fr/2012/05/italia-terremoti-artificiali.html
http://www.cieliparalleli.com/Scienza-e-Tecnologia/qcieli-aperti-alla-natoq.html
Tratto dall'ottimo blog amico : lesciechimicheagenova.blogspot.it
martedì 21 maggio 2013
BASI MILITARI RADAR SEGRETE IN SVIZZERA

Fonte: nogeoingegneria.com
Un importante accordo governativo Italia/USA che prevedeva esperimenti di carattere climatico è stato firmato nel 2002, e accordi simili vennero stipulati in altri paesi. Molti di questi progetti coinvolgevano (e coinvolgono) lo spazio aereo ed i sistemi radar terrestri e spaziali.
In corrispondenza temporale si iniziò con un certa insistenza a parlare di “scenari futuri catastrofici” per il pianeta intero. In corrispondenza temporale si iniziò con un certa insistenza a parlare di “scenari futuri catastrofici” per il pianeta intero. Un “rapporto segreto”, censurato dai responsabili della Difesa USA e ottenuto dall’Observer, “svelò” l’apocalisse globale imminente, conseguenza dei cambiamenti climatici pronosticati per i decenni in avvenire. “An abrupt change and its implications for United States national security” (Un violento cambiamento climatico e le sue implicazioni per la sicurezza degli Stati Uniti) era il titolo e “Immaginare l’impensabile” il sottotitolo, del dossier di Schwartz e Randall, redatto nel 2003. A leggere le pagine del rapporto (che non hanno la struttura di un lavoro scientifico, manca perfino una bibliografia) si rimane colpiti dalle previsioni azzardate dal Pentagono.
Dal 2002/2003 è indiscutibilmente mutato l’aspetto dei cieli italiani, conseguenza del via vai di aeri che inziarono a rilasciare scie visibili e persistenti (fenomeno già noto in USA/Canada).
Un importante accordo governativo Italia/USA che prevedeva esperimenti di carattere climatico è stato firmato nel 2002, e accordi simili vennero stipulati in altri paesi. Molti di questi progetti coinvolgevano (e coinvolgono) lo spazio aereo ed i sistemi radar terrestri e spaziali.
In corrispondenza temporale si iniziò con un certa insistenza a parlare di “scenari futuri catastrofici” per il pianeta intero. In corrispondenza temporale si iniziò con un certa insistenza a parlare di “scenari futuri catastrofici” per il pianeta intero. Un “rapporto segreto”, censurato dai responsabili della Difesa USA e ottenuto dall’Observer, “svelò” l’apocalisse globale imminente, conseguenza dei cambiamenti climatici pronosticati per i decenni in avvenire. “An abrupt change and its implications for United States national security” (Un violento cambiamento climatico e le sue implicazioni per la sicurezza degli Stati Uniti) era il titolo e “Immaginare l’impensabile” il sottotitolo, del dossier di Schwartz e Randall, redatto nel 2003. A leggere le pagine del rapporto (che non hanno la struttura di un lavoro scientifico, manca perfino una bibliografia) si rimane colpiti dalle previsioni azzardate dal Pentagono.
Dal 2002/2003 è indiscutibilmente mutato l’aspetto dei cieli italiani, conseguenza del via vai di aeri che inziarono a rilasciare scie visibili e persistenti (fenomeno già noto in USA/Canada).
domenica 19 maggio 2013
SISMICITÀ IN ITALIA E CARTE TRUCCATE
SISMICITÀ IN ITALIA E CARTE TRUCCATEhttp://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/sismicita-in-italia-e-carte-truccate.html
di Gianni Lannes
La nuova mappatura della sismicità in Italia, pubblicata di recente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, riporta la localizzazione di oltre 50 mila terremoti con magnitudo maggiore di 1.6, registrati sul territorio nazionale dal 2000 al 2012
Nel
periodo in esame l’Italia è stata bersagliata da numerosi terremoti
oltre ai tre drammatici eventi di San Giuliano di Puglia (ottobre 2002),
dell’Abruzzo (aprile 2009) e dell’Emilia Romagna (maggio 2012). In
relazione ai terremoti artificiali che hanno colpito l’Abruzzo e
l’Emilia esistono prove concrete di un’attività di geoingegneria
ambientale messa in atto dagli Alleati nordamericani. E lo Stato
italiano, o meglio il Governo Berlusconi sapeva tutto, tant’è che
mentre il 31 marzo 2009 la Commissionne Grandi Rischi (gran parte dei
suoi componenti sono stati condannati in primo grado) tranquillizzava
gli aquilani, un paio di giorni prima del 6 aprile 2009, le Autorità sgomberavano
segretemente la sede della Prefettura di L’Aquila, vale a dire il
centro strategico della Protezione Civile che dovrebbe operare in
termini di prevenzione, non di affaroni sul dolore del popolo sovrano.
Vero Bertolaso?
La
foto qui in basso – unitamente a centinaia di altre immagini scattate a
L’Aquila il 6 aprile 2009 – documenta un’attività di aerosolterapia
militare in atto (sullo sfondo in alto a destra si intravede una corposa
scia chimica). Per fortuna molte persone non hanno dato retta alle
menzogne rassicuranti degli esperti di Stato e quella notte hanno
dormito all’addiaccio, salvandosi. Inoltre, il bilancio di vittime
sarebbe senz’altro stato di gran lunga maggiore se, in particolare i
Vigili del Fuoco ed i volontari con spirito di autentica abnegazione non
avessero salvato migliaia di vite.
di Gianni Lannes
La nuova mappatura della sismicità in Italia, pubblicata di recente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, riporta la localizzazione di oltre 50 mila terremoti con magnitudo maggiore di 1.6, registrati sul territorio nazionale dal 2000 al 2012
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| L’Aquila, 6 aprile 2009 – prefettura – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati) |
mercoledì 15 maggio 2013
Il MUOS si espande in Sardegna, l’altra isola americana
Il MUOS non
solo procede come se nulla fosse, sebbene siano stati esposti i pericoli
e qualcuno nell’area ha già sperimentato il cancro dalle più piccole
antenne già presenti, ma viene esteso all’altra grande isola italiana in
una specie di triangolazione che vede ancora un volta il nostro
territorio usato come terra di nessuno a disposizione di eserciti
stranieri.
Così infatti leggiamo su La Nuova Sardegna dell’11 maggio:
Negli ultimi giorni, infine, alcune notizie che hanno acceso i
riflettori dell’attenzione su una base Nato
(ma nella sostanza statunitense) che finora è sempre rimasta nell’ombra: il centro di comunicazione con i sommergibili nucleari dell’Us Navy di Tavolara. Sembra infatti che la base sarda sia inserita nel progetto Muos (Mobile User Objective System) della Marina militare statunitense. Cioè un moderno sistema di telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza (Uhf) e a banda stretta (da 64 kbit/s), composto da quattro satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, in Sicilia. Il sistema Muos integrerà le forze navali, aeree e terrestri statunitensi in movimento in qualsiasi parte del mondo dieci volte più velocemente di oggi.
(ma nella sostanza statunitense) che finora è sempre rimasta nell’ombra: il centro di comunicazione con i sommergibili nucleari dell’Us Navy di Tavolara. Sembra infatti che la base sarda sia inserita nel progetto Muos (Mobile User Objective System) della Marina militare statunitense. Cioè un moderno sistema di telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza (Uhf) e a banda stretta (da 64 kbit/s), composto da quattro satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, in Sicilia. Il sistema Muos integrerà le forze navali, aeree e terrestri statunitensi in movimento in qualsiasi parte del mondo dieci volte più velocemente di oggi.
La paura di un inquinamento elettromagnetico ha fatto però insorgere le
popolazioni locali e la Regione Sicilia ha revocato l’autorizzazione
alla costruzione della base. I timori di effetti dannosi sulla salute da
parte dei radar sono stati anticipati dai fisici del Politecnico di
Torino Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu.
Ma il fisico americano John Oetting, della “John Hopkins University”,
nelle scorse settimane ha cercato di gettare acqua sul fuoco: «Un forno a
micronde è più pericoloso dei radar del Muos». La risposta di Zucchetti
è stata tagliente e ironica: «Oetting? Sì, lo conosco.È il Project
Manager e Lead Systems Engineer del Muos Project.
mercoledì 8 maggio 2013
Il Progetto GARP
GARP Atlantic Tropical Experiment, uno dei più importanti esperimenti meteorologici nella storia.
La notizia è di questi giorni. Si è parlato di uno spettacolare “CUT-OFF” in azione tra basso Mediterraneo e Algeria. Pochi giorni dopo nuvole di polveri provenienti dal Sahara hanno offuscato i cieli del Mediterraneo centrale e portato piogge “sporche” (1).
Un evento del tutto naturale? O c’è da pensare ad altro? Pare inevitabile farsi certe domande. Le sperimentazioni che miravano a creare tempeste di sabbia artificiali (arma di guerra per eccellenza) sono iniziate decenni fa. Come spiega un documento del 1963 (2), un fattore importante nella formazione di tempeste artificiali sarebbe l’elettrificazione delle particelle.
Il deserto del Sahara è una fonte naturale di tempeste di sabbia, in particolare la depressione di Bödele, un’area tra Mauritania, Mali e Algeria.
In Mauritania ci sono state solo due tempeste di sabbia nel 1960, ma attualmente, in un anno, ce ne sono circa 80, secondo Andrew Goudie, professore di geografia all’Università di Oxford” (3). L’effetto delle polveri sahariane sul Nord Atlantico e sull’evoluzione degli uragani è noto agli esperti.
Negli anni ’50, gli scienziati iniziarono a considerare la possibilità di cambiare deliberatamente il tempo locale iniettando materiali nell’atmosfera per favorire la formazione di nubi. Il “cloud seeding” è diventato rapidamente un’impresa commerciale e militare. Gli studi sull’uso di aerosol come arma di guerra climatologica (per infliggere siccità, bufere di neve o pioggia sul nemico) hanno acquisito notevole importanza.
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